Olympos

Mahnmut chiuse il collegamento virtuale per un secondo – la gravità zero sembrò un sollievo fisico dal peso del loro lavoro nelle ultime diciotto ore – e osservò attraverso l’apertura sovrastante il terminatore attraversare ciò che un tempo era stata l’Europa, le acque blu e le bianche masse nuvolose dell’Oceano Atlantico – la fenditura della Breccia era una linea sottile da quell’altitudine o angolo – e non per la prima volta nelle ultime diciotto ore, Mahnmut il moravec si chiese come una specie vivente a cui è stato donato un mondo natale così bello, possa armare un sottomarino – loro stessi, qualsiasi macchina – con simili ordigni di totale, insensata distruzione.
Cosa in qualunque universo folle potrebbe valere il massacro di milioni di persone, o addirittura la distruzione di un intero pianeta?


Dan Simmons, Olympos


p.s. : la traduzione, pessima, è mia. Che Dan mi perdoni.

p.p.s. : I Palazzi procede, manca solo una tavola alla fine del secondo capitolo. A breve nuove tavole.

Commenti

Eva ha detto…
ahah infatti quando ho letto mi son chiesta da dove venisse la traduzione! grande giò! :) bravo :)
Anonimo ha detto…
e sei più bravo a tradurre di "je m'appelle michelle" XD
Kant ha detto…
Evitiamo spoiler che non l'ho neancora letto, grazie. XD
Con cosa sono fatte le ultime due tavole?
Delirio ha detto…
Ho dei sospetti su chi sia "anonimo" XD

Bellissimo, Giò! :)
Gio' ha detto…
Kant:

L'illustrazione di Trantor è china nera e pastelli a olio su cartoncino giallo/ocra/arancione/indefinito.

Quella di Olympos è china e colori a pc.

Prima di questo libro ne dovrai leggere altri venti XD

Delirio:

Grazie :) Prima o poi passiamo da Milano non di corsa... guarita?